Orbitare. Come la luna, nel silenzio della notte. Invisibile di giorno, ignorata nell’oscurità.
Ci sono cose che non finiscono davvero. L’attrazione della Terra è troppo grande per lasciare andare la Luna. Troppi sono i legami, troppo è il magnetismo.
Ci sono cose che non si spiegano. Come una radio sovietica che trasmette dagli anni ’70 un semplice cicalio. Qualche voce, ogni tanto, codici. Nell’etere in cui viviamo immersi, anche lei invisibile e nascosta, senza che nemmeno in troppi sappiano della sua esistenza.
E perché ascoltare? Il fascino del segreto, dell’udire. Sotto una coltre di anonimato, spiare le mosse. Ricordare ciò che è passato, prepararsi all’inevitabile?
Una trasmissione nelle onde invisibili. Sensazioni che si manifestano per antenne che arriveranno.